Illustrazione di una tempesta di polvere su Marte con bagliori ed elettricità statica che interagiscono con i minerali del suolo

L’atmosfera di Marte racchiude un’attività dinamica molto più complessa di quanto ipotizzato in passato. Un nuovo studio condotto dai ricercatori della Washington University in St. Louis ha dimostrato che le tempeste di polvere su Marte non si limitano a spostare detriti sulla superficie. Accumulano enormi quantitativi di energia elettrostatica. L’attrito continuo tra i granelli di polvere genera veri e propri campi elettrici capaci di innescare deboli scariche luminose ed reazioni elettrochimiche che modificano la composizione chimica del suolo e dell’aria.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Earth and Planetary Science Letters (rif.), descrive come i processi di triboelettricità siano facilitati dalla sottile atmosfera marziana. Le scariche generano molecole complesse tra cui perclorati, carbonati e composti volatili del cloro. Queste lasciando impronte isotopiche ben precise che spiegano i dati anomali raccolti nell’ultimo decennio dai rover della NASA.

La chimica del cloro e le simulazioni in laboratorio

Per comprendere l’origine dei depositi di sale e cloro identificati su Marte, il team di scienziati guidato da Alian Wang ha ricreato in laboratorio le condizioni ambientali dell’era Amazoniana del pianeta rosso. Attraverso camere di simulazione ad alta precisione, i ricercatori hanno dimostrato che il contatto tra particelle cariche e minerali di cloruro produce una reazione a catena in grado di liberare gas e ridepositare sostanze chimiche sul terreno.

Il modello teorico sviluppato mostra che l’attività elettrica atmosferica è la principale responsabile del ciclo moderno del cloro su Marte. Le scariche elettrostatiche trasformano i minerali depositati da antichi bacini d’acqua in composti volatili. Di conseguenza i minerali vengono poi trasportati dai venti e distribuiti su scala globale prima di ricadere al suolo sotto forma di perclorati e carbonati.

Le conferme dei rover e il ruolo delle scariche elettrostatiche

I risultati ottenuti dalle simulazioni teoriche trovano un riscontro diretto nelle recenti rilevazioni condotte dal rover Perseverance della NASA all’interno del cratere Jezero. Gli strumenti di bordo del rover hanno registrato cinquantacinque scariche elettrostatiche in corrispondenza delle tempeste di polvere su Marte. Questo ha confermato che la superficie del pianeta è costantemente interessata da fenomeni di micro-fulminazione.

L’impatto di questi processi si riflette sull’intera evoluzione geologica del pianeta rosso. Gli esperti sottolineano che la presenza di elettricità statica nell’atmosfera altera l’interazione tra i gas e la crosta marziana, modificando la stabilità delle molecole organiche e offrendo nuove chiavi di lettura per analizzare la storia dell’acqua e la potenziale abitabilità del pianeta nel corso dei millenni.

Stefano Gallotta

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