La corsa alla conquista dello spazio profondo e alla realizzazione delle infrastrutture per il programma lunare Artemis sta per vivere uno dei suoi snodi tecnologici più attesi. Elon Musk e i vertici di SpaceX hanno ufficialmente fissato la finestra temporale per il debutto di Starship V3 SpaceX, la terza e più potente generazione del megarazzo interamente riutilizzabile sviluppato nel complesso Starbase a Boca Chica, in Texas.
La nuova iterazione del sistema di lancio rappresenta un salto evolutivo sostanziale rispetto ai prototipi operativi impiegati finora, introducendo modifiche strutturali alla navetta e al booster Super Heavy pensate per aumentare la capacità di carico utile in orbita terrestre bassa fino a oltre duecento tonnellate in modalità monouso e oltre centocinquanta tonnellate in configurazione 100% riutilizzabile.
Le novità della versione V3 e la potenza dei motori Raptor 3
Il tratto distintivo che caratterizza la Starship V3 è l’allungamento complessivo della struttura del razzo, che supera ora i centoventicinque metri di altezza integrando serbatoi di propellente notevolmente ampliati sia per il metano liquido sia per l’ossigeno liquido. Questa espansione volumetrica è resa necessaria per alimentare l’architettura dei nuovi motori Raptor 3, i quali eliminano quasi del tutto le condutture esterne e i sistemi di schermatura termica complessi in favore di un design interno interamente stampato in 3D e raffreddato a rigenerazione diretta.
L’incremento di spinta garantito dai motori di nuova generazione consente al booster Super Heavy di superare le ottomila tonnellate di spinta al decollo, fornendo la potenza indispensabile per trasportare in orbita i depositi di carburante criogenico necessari per le future missioni della NASA dirette verso la Luna e per i lanci ad alta densità della costellazione di satelliti Starlink di seconda generazione.
La chiave per la vita multiplanetaria
L’impatto strategico della nuova versione del vettore e la roadmap per i primi voli di prova sono stati dettagliati direttamente dal fondatore di SpaceX. Durante una presentazione aggiornata tenutasi presso gli stabilimenti di Boca Chica, Elon Musk ha ribadito la centralità della versione V3 per l’intera visione aziendale.
“Starship V3 rappresenta il vero punto di svolta per rendere la vita multiplanetaria economicamente e tecnologicamente sostenibile. Con un’altezza superiore e i nuovi motori Raptor 3, stiamo quasi raddoppiando la capacità di carico utile rispetto alle prime versioni di prova, riducendo al contempo il costo marginale per lancio. Questo megarazzo è la macchina che ci consentirà non soltanto di supportare gli allunaggi del programma Artemis, ma di costruire una città autonoma su Marte nel corso dei prossimi decenni.”
Ad approfondire i requisiti di certificazione e l’integrazione con le infrastrutture della NASA è intervenuta la presidente e Chief Operating Officer di SpaceX, Gwynne Shotwell. “Ogni volo di Starship ci fornisce dati preziosi per affinare l’hardware e il software di bordo. Il debutto di Starship V3 segna il passaggio fondamentale dai test di sviluppo alle operazioni ad alta cadenza temporale. L’efficienza energetica e la riutilizzabilità totale del vettore sono gli elementi fondamentali per soddisfare gli impegni presi con la NASA e con i nostri clienti commerciali.”
Le prossime tappe verso il volo di debutto e l’impatto sul programma Artemis
Prima del primo volo orbitale di Starship V3, gli ingegneri di SpaceX completeranno la serie di test di qualificazione a terra sui banchi di prova di McGregor, dedicati alle accensioni prolungate dei singoli propulsori Raptor 3. Successivamente, la navetta verrà assemblata sulla nuova torre di lancio integrata presso la piattaforma di Boca Chica per eseguire le simulazioni di carico del propellente e il tradizionale test di accensione statica a trentatré motori.
Il successo di questa versione rappresenta una pietra miliare irrinunciabile per la riuscita delle missioni lunari con equipaggio. La capacità di Starship V3 di eseguire trasferimenti di carburante criogenico in orbita a ritmi serrati costituisce infatti il prerequisito fondamentale per consentire al lander Starship HLS di raggiungere l’orbita cislunare ed effettuare lo storico allunaggio degli astronauti della missione Artemis III.
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