Rappresentazione artistica del tempo

Il limite del tempo fondamentale svelato dalla fisica quantistica

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I concetti fondamentali della fisica moderna sono giunti a un punto di svolta decisivo. Un team internazionale di fisici teorici supportato dal Foundational Questions Institute ha individuato un’inaspettata proprietà della natura che stabilisce un limite fondamentale del tempo. Riesaminando uno dei problemi storici della meccanica quantistica, ovvero come la sovrapposizione di stati e le probabilità sfocate si trasformino in una realtà definita, i ricercatori hanno scoperto che i processi di collasso spontaneo della funzione d’onda potrebbero introdurre una sottilissima fluttuazione nella trama dello spazio-tempo.

I risultati dello studio, condotto da esperti del Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi di Roma in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dimostrano che il tempo stesso non è una variabile perfettamente rigida e continua. Questa microscopica incertezza intrinseca non altera il funzionamento degli orologi convenzionali ma fissa una barriera invalicabile alla precisione teorica raggiungibile da qualsiasi strumento di misurazione cronometrica (rif.).

Modelli di collasso spontaneo e fluttuazioni della gravità

Nella meccanica quantistica ortodossa il tempo viene trattato come un parametro classico esterno, del tutto impassibile rispetto alle dinamiche del sistema osservato. Al contrario, la relatività generale descrive lo spazio-tempo come una struttura dinamica capace di curvarsi e fluttuare sotto l’azione della massa e dell’energia. Per unificare queste due descrizioni, gli studiosi hanno esaminato nel dettaglio due dei principali modelli di collasso dinamico. La Continuous Spontaneous Localization e il modello di Diósi-Penrose, che ipotizza una relazione diretta tra la gravità e la decoerenza della funzione d’onda.

Analizzando la connessione matematica tra le equazioni di collasso e le micro-fluttuazioni dello spazio-tempo gravitazionale, la ricerca ha dimostrato che se il collasso dello stato quantistico avviene in modo spontaneo nella natura, la precisione del tempo incontra una soglia di incertezza inevitabile. Il tempo cessa di essere una coordinata perfettamente continua. Sfoggia un margine di indeterminatezza che pone un freno assoluto alla stabilità teorica dei futuri orologi atomici e quantistici.

Una domanda concreta sul tempo

Il valore teorico dell’indagine e il suo impatto sulla fisica fondamentale sono stati illustrati direttamente dai principali autori della pubblicazione apparsa su Physical Review Research. Il dottorando Nicola Bortolotti, ricercatore presso il Centro Ricerche Enrico Fermi e guida dello studio, ha descritto l’origine dell’intuizione teorica.

“Abbiamo scelto di prendere estremamente sul serio l’ipotesi che i modelli di collasso spontaneo possano essere legati alla gravità. Da quel presupposto ci siamo posti un quesito molto concreto: quali conseguenze comporta tutto questo per la natura stessa del tempo? Sviluppando i calcoli matematici necessari, la risposta emersa è risultata nitida e al contempo sorprendentemente rassicurante.”

Ad approfondire la portata dell’analisi e la validità sperimentale della fisica quantistica è intervenuta la coautrice dello studio, la dottoressa Catalina Curceanu, prima ricercatrice dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN.

“Nella fisica quantistica tradizionale il tempo costituisce un parametro esterno e classico che non risente del sistema analizzato. Il nostro lavoro dimostra che persino le idee più radicali sulle fondamenta della meccanica quantistica possono essere sottoposte a verifiche rigorose rispetto a misurazioni fisiche ad altissima precisione. Il risultato conferma che la misurazione del tempo rimane uno dei pilastri più solidi dell’intera fisica moderna.”

Una nuova via per conciliare meccanica quantistica e relatività generale

La formulazione di un limite del tempo offre alla comunità scientifica un banco di prova inedito. Fino a questo momento le diverse interpretazioni della meccanica quantistica condividevano le medesime previsioni matematiche, rendendo impossibile una distinzione per via sperimentale. Al contrario, le equazioni elaborate dal team di Bortolotti, Curceanu, Piscicchia, Diósi e Manti forniscono parametri quantitativi misurabili che consentiranno ai laboratori di metrologia quantistica di testare i modelli di collasso gravitazionale direttamente sul campo.

L’individuazione di questa sottilissima indeterminatezza temporale traccia una strada concreta verso la risoluzione del conflitto tra la relatività generale di Einstein e la fisica dei quanti. Dimostrando che l’atto di misurare il tempo racchiude una soglia di incertezza dettata dalla gravità, la ricerca apre scenari promettenti per la comprensione dello spazio-tempo alla scala di Planck e per lo sviluppo delle future tecnologie di sincronizzazione ad altissima precisione.

Stefano Gallotta

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