Il ritorno dell’umanità sulla Luna dovrà attendere almeno altre quattro settimane. La missione Artemis 2, che rappresenta il primo volo con equipaggio umano oltre l’orbita bassa terrestre dai tempi dell’Apollo 17, ha subito un rinvio. Sono emerse alcune criticità durante una fase fondamentale di preparazione al lancio. La NASA aveva inizialmente fissato l’8 febbraio come data obiettivo per il decollo della missione. La missione è destinata a portare quattro astronauti in un viaggio di circa dieci giorni attorno alla Luna e ritorno verso la Terra. Tuttavia, l’agenzia spaziale statunitense ha deciso di posticipare dopo aver riscontrato diversi problemi tecnici durante una prova di pre-lancio cruciale, nota come wet dress rehearsal.
Le dichiarazioni ufficiali della NASA
In una dichiarazione ufficiale diffusa nelle prime ore di martedì 3 febbraio, i responsabili NASA hanno spiegato che “Gli ingegneri hanno affrontato diverse sfide durante il test di due giorni e hanno raggiunto molti degli obiettivi pianificati”. “Per consentire ai team di analizzare i dati e condurre una seconda wet dress rehearsal, la NASA ora punta a marzo come prima possibile finestra di lancio per il volo di test” hanno aggiunto.
Per la missione Artemis 2 sono attualmente disponibili cinque potenziali date di lancio nel mese di marzo. Precisamente dal 6 al 9 e l’11 marzo, con partenza prevista dal Kennedy Space Center (KSC) in Florida. Qualora nessuna di queste finestre risultasse praticabile, si aprirebbe un’ulteriore opportunità nel mese di aprile, con date possibili l’1 aprile, dal 3 al 6 aprile e il 30 aprile.
Ma cos’è la wet dress rehearsal? E’ una simulazione completa delle operazioni che precedono un vero lancio. Nel caso di questa missione Artemis, la prova di 49 ore è iniziata ufficialmente sabato 31 gennaio. Una settimana fà il personale di lancio ha preso posizione presso le postazioni operative del KSC. Durante le successive 36 ore circa, il team ha completato numerosi passaggi fondamentali, tra cui l’alimentazione di entrambi gli stadi del razzo Space Launch System (SLS) e la ricarica delle batterie di volo della capsula Orion, che ospiterà l’equipaggio.
Ancora perdite di idrogeno liquido
Il momento più delicato della wet dress rehearsal si è verificato però lunedì 2 febbraio, con il cosiddetto tanking test. Questa fase prevede il caricamento di oltre 700.000 galloni, equivalenti a circa 2,65 milioni di litri, di propellenti criogenici, idrogeno liquido (LH2) e ossigeno liquido (LOX). L’attenzione su questa operazione era particolarmente alta. Già nella precedente missione Artemis 1 aveva sofferto di numerose perdite di idrogeno liquido durante la campagna di pre-lancio, causando ritardi significativi. Originariamente prevista per la primavera del 2022, Artemis 1 era infatti decollata solo nel novembre dello stesso anno, pur concludendosi con successo e portando una capsula Orion senza equipaggio in orbita lunare e ritorno.
Non sorprende quindi che anche durante la missione Artemis 2 le perdite di idrogeno siano tornate a manifestarsi. “Durante le operazioni di rifornimento, gli ingegneri hanno trascorso diverse ore a risolvere una perdita di idrogeno liquido in un’interfaccia utilizzata per convogliare il propellente criogenico nello stadio centrale del razzo, accumulando un ritardo nel conto alla rovescia”. Il comunicato specifica inoltre che “I tentativi di risoluzione del problema hanno incluso l’interruzione del flusso di idrogeno liquido nello stadio centrale, il riscaldamento dell’interfaccia per consentire alle guarnizioni di riassestarsi e la regolazione del flusso del propellente”.
Le perdite osservate risultano simili a quelle che avevano colpito Artemis 1. Coinvolgono ancora una volta l’idrogeno liquido in prossimità dell’interfaccia con il tail service mast umbilical, il sistema che trasporta i propellenti dal braccio di servizio mobile al razzo SLS. Nonostante ciò, il team di lancio è riuscito a completare il riempimento dei serbatoi di LOX e LH2 e a mantenerli stabili. Ma nelle fasi finali del conto alla rovescia simulato, il tasso di perdita è aumentato nuovamente. a quel punto i funzionari NASA hanno interrotto la prova.
Altre piccole criticità per Artemis 2
Oltre a questo problema principale, durante la wet dress rehearsal sono emerse altre criticità. Tra queste, diverse interruzioni nelle comunicazioni audio, un inconveniente già segnalato nelle settimane precedenti al test. Inoltre, “una valvola associata alla pressurizzazione del portello del modulo equipaggio Orion, recentemente sostituita, ha richiesto un nuovo serraggio, e le operazioni di chiusura hanno richiesto più tempo del previsto”, come riportato dagli stessi funzionari NASA. Le closeout operations servono a garantire che Orion sia completamente sicura e pronta per l’ingresso dell’equipaggio.

L’equipaggio della missione Artemis 2, composto dagli astronauti NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta canadese Jeremy Hansen, si trovava in quarantena a Houston dal 21 gennaio ed era previsto un trasferimento al Kennedy Space Center per le operazioni finali. Con il rinvio del lancio, questo spostamento è stato annullato e gli astronauti potranno uscire dalla quarantena, per poi rientrarvi due settimane prima della nuova data obiettivo.
Ulteriori dettagli sui risultati della wet dress rehearsal saranno forniti durante una conferenza stampa programmata ogg. Durante l’incontro con la stampa la NASA analizzerà in modo approfondito quanto emerso dai test. Quando finalmente la missione Artemis 2 decollerà, segnerà comunque un passaggio storico: nessun essere umano ha superato l’orbita bassa terrestre dal dicembre 1972, data del rientro degli astronauti di Apollo 17 dalla superficie lunare. Artemis 2 non rappresenta soltanto un test tecnico, ma il primo passo concreto verso una nuova era di esplorazione umana dello spazio profondo.
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