Il bagliore azzurro di un motore ionico ad alta potenza

Motore ionico per Marte la NASA supera il primo test

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L’abbattimento dei tempi di percorrenza e la riduzione dei carichi di carburante costituiscono due sfide imprescindibili per il futuro delle missioni umane verso il Pianeta Rosso. La NASA ha compiuto uno step fondamentale verso la risoluzione di questi problemi completando con successo le prime prove di accensione a terra per un nuovo e potente motore ionico per Marte. Sviluppato in collaborazione con il Glenn Research Center dell’agenzia e partner industriali del settore aerospaziale, il sistema di propulsione elettrica solare di nuova generazione promette di spingere le navette spaziali nello spazio profondo con un’efficienza senza precedenti. Questo innovativo propulsore Hall ad alta potenza converte l’energia solare o nucleare in spinta elettromagnetica, accelerando gli ioni di gas nobile come lo xeno o il kripton a velocità straordinarie. Tale meccanismo garantisce un impulso specifico nettamente superiore rispetto ai tradizionali motori a propellente chimico.

Efficienza del propellente e drastica riduzione dei tempi di volo

A differenza dei razzi chimici convenzionali, che bruciano tonnellate di carburante in pochi minuti per vincere la gravità o effettuare grandi manovre orbitali, la propulsione elettrica ionica genera una spinta continua e altamente controllata. Benché la forza istantanea erogata da un propulsore Hall sia modesta se confrontata con l’esplosione di un motore chimico, la capacità di mantenere la spinta costante per mesi o anni consente alla navicella di raggiungere velocità progressivamente elevate accumulando un’accelerazione costante.

L’impiego di questa tecnologia per le future navette con equipaggio umano dirette verso Marte consentirà di dimezzare la massa di propellente da lanciare dalla Terra, lasciando spazio prezioso per moduli abitativi, schermature anti-radiazioni, riserve d’acqua e attrezzature scientifiche. Le simulazioni numeriche condotte dal team del JPL mostrano che l’integrazione tra propulsione ionica avanzata e manovre di assistenza gravitazionale ridurrà sensibilmente la durata complessiva del viaggio di andata e ritorno, limitando la pericolosa esposizione degli astronauti ai raggi cosmici galattici.

Un salto generazionale per l’esplorazione

L’importanza dei risultati ottenuti durante la campagna di test nel vuoto termico è stata commentata direttamente dai responsabili del programma di propulsione della NASA. Il responsabile dello sviluppo dei propulsori elettrici presso il NASA Glenn Research Center, Daniel Herman, ha evidenziato la portata tecnologica del traguardo raggiunto. “Il superamento di questa prima serie di test rappresenta un vero e proprio salto generazionale per la propulsione elettrica spaziale. Abbiamo dimostrato che possiamo operare a livelli di potenza molto più elevati rispetto a qualsiasi propulsore ionico impiegato finora, mantenendo al contempo un’eccellente stabilità termica e un’efficienza energetica straordinaria. Questa tecnologia costituisce la spina dorsale dell’architettura di trasporto che porterà gli esseri umani su Marte.”

Ad avvalorare la versatilità del sistema per la logistica cislunare e marziana è intervenuta la dottoressa Carolyn Mercer, direttrice per la sezione Tecnologie di Esplorazione della NASA. “Per inviare equipaggi umani su Marte in modo sicuro e sostenibile non possiamo affidarci esclusivamente ai sistemi di propulsione del passato. Questo motore ionico ad alta potenza dimostra come l’innovazione tecnologica sia in grado di trasformare concetti teorici in sistemi hardware reali, pronti per essere integrati sulle navette di supporto logistico e sui futuri rimorchiatori spaziali tra la Luna e Marte.”

Dalle missioni cislunari alle flotte cargo verso il Pianeta Rosso

Il banco di prova iniziale per questa tecnologia di propulsione elettrica non sarà direttamente il viaggio marziano, ma l’orbita cislunare. Una versione scalata di questo sistema verrà infatti impiegata per mantenere l’orbita e gestire gli spostamenti del modulo Power and Propulsion Element (PPE) della futura stazione spaziale Lunar Gateway.

I dati raccolti durante la gestione della Gateway permetteranno agli ingegneri di perfezionare la resistenza dei materiali dei catodi e delle griglie di accelerazione, soggetti all’erosione provocata dal flusso di ioni ad altissima energia. Una volta validata l’affidabilità del motore ionico per Marte in ambiente cislunare, la NASA potrà configurare le prime flotte cargo automatizzate volte a spedire sul suolo marziano gli habitat, i veicoli di risalita e i reattori energetici ben prima dell’arrivo del primo equipaggio umano.

Stefano Gallotta

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